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La
metodologia è quella che più
si avvicina all'attivismo pedagogico,
al presupposto del "fare per capire",
affiancandoci
alla scuola nel perseguire
il potenziamento delle grammatiche visive.
La
strategia didattica
adottata nel percorso museale e nel
laboratorio non prevede l'esame o l'analisi
nozionistica dell'opera d'arte o del brano
musicale, bensì, per comprendere, si passa
attraverso momenti empatici di adesione emotiva.
Si tratta
di un avvicinamento globale di due individui, soggetti di
scambio: l'artista e il fruitore.
Significa
portare ciascun allievo a cercare i propri legami tra sé e l'immagine,
la forma , lo spazio, la sonorità, che emanano dall'opera.
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